Impressioni di settembre
S3 E9 | Per certe cose non si è mai veramente pronti; per altre, invece, decisamente sì. Vendemmia anticipata, vendemmia tardiva, e altre futili vinose amenità.
Ciao, io sono Giulia e questa è la terza stagione della Guida Galattica per Enostappisti: la newsletter che ti aiuta a unire i puntini nell’universo vino, un paio di bottiglie / canzoni / parole / vicende random / link al mese.
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🚀 Tra anticipi e ritardi, time blocking e tsunami
Qualche settimana fa il mio calendario mi ha riso in faccia: era pronto per la settimana, con i colori diversi a segnalare attività differenti. Ebbene sì, la tecnica del “time blocking” ha conquistato anche me. E devo dire che funziona tutto alla perfezione, finché la vita non si mette in mezzo.
Non c’è nessun guru della produttività che ti spiega come rimettere a posto un calendario che è stato spazzato via: nessun thumbnail creato ad arte per catturare la tua attenzione, nessun “metodo infallibile” per ricostruire la quotidianità dopo il vuoto, nessuna miracle morning routine.
E menomale, dai.
Questo episodio doveva parlare di tutt’altro, ma guardo il mio calendario editoriale con molta più diffidenza, adesso.
Ci sono eventi che vanno al di là della nostra comprensione, che solo il tempo può rendere forse appena appena accettabili, sopportabili, digeribili. Quando il ciclone arriva non t’avverte: porta via tutto e, se il disastro non ti ha preso in pieno, ti rende spettatore attonito del dolore altrui.
Da spettatrice di uno scenario che non avevo previsto, che mi ha posto di fronte alla finitezza mia e del mondo, dell’inutilità delle mie parole e dei miei gesti, mi rifugio nell’unica cosa che (almeno a me) da conforto: l’egoistico atto di scrivere, e scrivere di vino.
Siamo arrivati a fine settembre: un tempo questo era il mese sacro della vendemmia, nel mondo del vino: negli ultimi tempi tuttavia assistiamo sempre più di frequente della vendemmia anticipata.
Quella che era una scelta stilistica, fatta per esempio per preservare l’acidità nelle uve destinate alla spumantizzazione, si configura sempre più spesso come necessità: per sfuggire alla siccità, che danneggerebbe il raccolto, o per non incorrere nei danni di altri eventi meteorologici improvvise.
In questa corsa contro il tempo, in questo incedere incessante, in quest’ansia senza fine, oggi parliamo dell’esatto opposto: della vendemmia tardiva.
La vendemmia tardiva è un atto di fiducia. Fiducia nel tempo, nel clima, nella resistenza dell’uva. È una scelta che sfida l’urgenza, che si oppone alla fretta, che accetta il rischio pur di ottenere qualcosa di diverso, forse più profondo.
Si vendemmia tardi per concentrare gli zuccheri, per ottenere vini dal carattere intenso, capaci di raccontare il sole che ha continuato a battere, la pazienza di chi ha atteso, il coraggio di chi ha lasciato che la natura facesse il suo corso.
Ecco, forse è questo che mi consola oggi: sapere che esiste una forma di raccolta del seminato che non corre, che non anticipa, che non forza. Una vendemmia che arriva quando è il momento, beffandosi del calendario.
Nel dolore, come nel vino, c’è un tempo che non si può programmare. C’è un’attesa che non si può abbreviare. E c’è un’intensità che può nascere solo dopo un lungo, lunghissimo silenzio.
🪐 Un vino tardivo
🍾 VT, Vetrère | 100% Minutolo
🦞 Momento di consumo: è un vino che richiede calma e meditazione, contrario alla “beva compulsiva”; perfetto per ripensare, riflettere, ricordare.
🎮 Per i miei wine nerd:
Le vigne di Minutolo, le cui uve sono utilizzate per produrre questo VT, sono vecchie, hanno dai 30 ai 35 anni: sono il fiore all’occhiello dell’azienda vinicola Vetrère, a Montemesola, in provincia di Taranto.
Queste vigne parlano di orgoglio, in una terra difficile da vivere, e l’impegno profuso nel preservarne l’immenso patrimonio – senza divenire polverosi o incastrati in retoriche banali.
Diletta, mentre conduceva la visita, ci ha raccontato di una realtà che non rinuncia alla produzione di Primitivo Riserva in botti grandi di rovere di Slavonia, ma al tempo stesso ospita con gioia eventi leggeri come addii al nubilato.
VT in questo caso sta per vendange tardive – “vendemmia tardiva” in italiano. Vi aspetto nell’ABC del vino per approfondire.
🎷 L’appuntamento, Ornella Vanoni su YouTube
☄️ Un vino giusto in tempo
🍾 Cerasuolo d’Abruzzo, Cirelli | 100% Montepulciano
🦞 Momento di consumo: sarò specifica: da Batiment, in via Anfiteatro a Taranto, a mangiare una spettacolare pasta all’assassina.
🎮 Per i miei wine nerd:
La pasta all’assassina è una pasta cotta come se fosse un risotto: non viene bollita, ma messa direttamente in padella (rigorosamente di ferro) e cotta con calma, nella salsa di pomodoro che, cosa ve lo dico a fare, è PICCANTE.
È tipica di Bari, ma un orgoglioso barese l’ha portata con mia somma gioia anche a Taranto.
Rompo gli schemi, in questo episodio un po’ terapeutico, e ve la mostro:
🎷 Amore Disperato, Nada su YouTube
💫 ABC del vino
La vendange tardive, letteralmente “vendemmia tardiva”, è un piccolo atto di sfida al calendario. Invece di raccogliere l’uva al momento tradizionale, si aspetta oltre, lasciando che la natura segua il suo corso. L’acino può perdere acqua concentrando zuccheri, oppure sviluppare la preziosa muffa nobile (Botrytis cinerea), un processo che modifica profondamente i profili aromatici e la struttura del vino. È una scelta rischiosa ma affascinante, che affida al tempo la decisione di quando è davvero il momento.
Questa attesa genera vini intensi, spesso avvolgenti come una coperta di lana in autunno. Non sono necessariamente dolci: la vendemmia tardiva può essere vinificata anche secca, qualora il mosto fermenti completamente. In Alsazia, dove “Vendange Tardive” è una denominazione disciplinata, si pratica su quattro vitigni principali: Riesling, Gewürztraminer, Pinot Gris e Muscat. Il disciplinare prevede un tenore zuccherino minimo al momento della raccolta. In Italia non esiste una dicitura equivalente, ma si trovano parallelismi in vini da raccolta tardiva, da non confondere con i passiti, che invece prevedono che l’appassimento avvenga post-raccolta.
Ci sono poi esempi originali come il Minutolo, varietà autoctona pugliese semi-aromatica, caratterizzata da profumi delicati di fiori bianchi, agrumi e frutta gialla. In mano a cantine come Vetrère, il Minutolo può dar vita a un bianco secco raccolto tardi, in cui la concentrazione aromatica e la struttura sono enfatizzate dalla vendemmia tardiva senza zuccheri residui. Il vino mantiene la freschezza tipica del vitigno ma guadagna complessità e pienezza, raccontando la Puglia in slow motion.
Per chi beve, è un invito a rallentare. A non cercare subito acidità o tannino, ma a lasciarsi andare a un sorso che sa di tempo, di attesa, di uva che ha scelto di restare ancora un po’ sulla pianta. Perché spesso il bello arriva proprio quando si pensava fosse troppo tardi.
🌒 Link molto belli
Vite, storie di vino e di donne è un’associazione con cui ho iniziato a collaborare di recente, che ha come obiettivo la valorizzazione delle storie vinicole tutte al femminile. Hanno organizzato un bellissimo evento su Verona: se siete in zona non perdetevelo. Ovviamente è compresa una degustazione. Potete prenotare il vostro posto seguendo questo link.
Gallo ha acquisito Whiny Baby, il brand di vino pensato per la Generazione Z: sarà sicuramente un trampolino di lancio, bisogna vedere se la piscina è piena o vuota. Su VinePair.
Avril Lavigne lancia il suo vino, un Pinot Noir. E io devo ancora recuperare quello di Scamarcio. Su WineNews.
Se ancora non seguite Riccardo Astolfi non so proprio cosa dirvi: il suo ultimo pezzo mi ha fatto ridere di gusto, e in questo periodo è impresa assai ardua.
Ultimo endorsement, per il mio amico di penna Giovanni Perrucci che ha lanciato la sua newsletter, Shift happens! per parlare di ristorazione, di sala e clienti, tutti, belli e brutti. Ma anche di sostenibilità del vino, delle città in cui ho vissuto e quella in cui vivo, di musica e curiosità. Andate e seguitelo tutti.
👋🏻 Mi presento
🍷 Ciao, sono Giulia. Sommelier (50% prolissa, 50% pentita), digital strategist e copywriter freelance per cantine vinicole. Cerco di riportare il vino a centro tavola, dipingendolo a modo mio: tra le pieghe della quotidianità, nei gesti che lo precedono, nelle parole che lo raccontano.
Tra le altre cose, scrivo per Cookist e sono docente di Email Marketing e Copywriting per Start2impact.
Mi piace trovare angoli comunicativi dove il vino possa brillare – anche fuori dal calice. Se ti va di parlarne, o di lavorarci insieme, inviami una mail:
📧 gmciampolini@gmail.com
Per questo mese è tutto: grazie mille per avermi dedicato del tempo.
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Ci sentiamo presto, ciao!







Anch'io amo rallentare, rendere la vita slow per prendere tutto quello che ha da offrire. Mi piace lo slow food, la vita lenta, e perché no, la vendemmia tardiva! L'unica fretta che ho è nell'attesa che esca la tua newsletter, che è capace di ispirarmi ogni volta, come dal primo episodio! Ciao penpal!